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I NOSTRI COSTUMI

         

 “il costume storico rivitalizzato deve rispecchiare la storia del luogo”!

  con questa frase il professore helmut rizzolli docente di storia dell’economia all’università di Innsbruck ma soprattutto grande esperto della storia del Tirolo storico e dei suoi costumi avvia la prima consultazione con i responsabili della banda di borgo che si erano rivolti a lui per avere informazioni sulla possibilità di studiare un costume nuovo per la banda.

 Borgo Valsugana citato nell’itinerarium antonini del primo secolo d.c. come castrum (villaggio fortificato) fu sempre, grazie alla sua posizione centrale del territorio, importante centro commerciale ed artigianale.

 Questo peculiarità si nota nella famosa incisione su rame di Bodenehr dei primi del settecento dove si evince la struttura edilizia di borgo che si sviluppa lungo il tracciato della brenta con i bellissimi portici e fondaci (magazzini ) caratteristici di un a città dedita al commercio e all’artigianato.

 Anche Giuseppe Andrea Montebello nel 1793 nella sua storia della valsugana e specificatamente di Borgo cita “il luogo è grande completamente mercantile poiché a lui fanno capo molti villaggi, onde c’è un gran numero di artigiani….e l’antico nome di borgo indicava una specie di capitale del territorio anche per la maggior sua popolazione, da preferirsi a tuuti gli altri della valsugana”

 Anche Beda Weber nel 1838 in”das land  tirol” cosi si esprime”per l’agricoltura mancano persone del luogo perché impegnate nella sericoltura del quale borgo produce  i ¾ della seta di tutta la valle.

 È significativo che il de luterotti che ha disegnato solo i costumi della popolazione rurale del trentino non abbia incluso trento rovereto e borgo vals perche il vestiario di questi ultimi era tipico della borghesia.

 Questa premessa per capire come è nato il nostro costume storico ,in parte ricavato dalle opere paesaggistiche di pietro marchio retto (1761-1828) che dal 1801 passa la sua vita a telve e, nelle sue vedute di borgo raffigura persone vestite in modo come lo si e presentato per la banda.

 Anche isser grossubatscer (1802-1888) disegna ai piedi di castel telvana uomini e donne con il tipico costume cui fa riferimento quello della banda

 Il costume della banda ha un fattore comune per la componente sia maschile che femminile: il copricapo a forma di cilindro basso molto ben visibile nelle raffigurazionei deigli artisti sopra menzionati.

 Il vestito maschile propone una giacca con l’apertura tipica sul davanti e voilant che ricorda la giacca a mezza lunghezza che i trentini chiamavano “milordina”che con il passare del tempo nei primi dell’ottocento venne gradualmente accorciata,il panciotto rosso in raso di seta, non usando in trentino il cinturone, viene portato sopra il pantalone.

 La camicia in puro lino non aperta si infila a mo di maglia il foulard pure di seta in tinta con il vestito viene fermato al collo da un fermacravatte.

 Il pantalone al ginocchio, usuale prima della rivoluzione industriale (primi ottocento) in cascame di seta di cui borgo era un gran produttore.

 Calze di lana invernali e in cotone per l’estate con scarpa con fibbia denotante una comunità piuttosto agiata.

 Si noti il colore della giacca (color prugna ) e il panciotto bicolore anche questo tipico di agiatezza in quanto borgo era provvisto di alcune tintorie per la colorazione del loden, grezzo che si presenta di un colore  grigio/giallastro, nonché le finiture in velluto segno di ricchezza.

 Il costume femminile si compone di una gonna nera di lana plissettata lunga fino alla caviglia,un corpetto con stringhe dorate  in broccato di lana in tinta con la giacca maschile camicetta in puro lino bianca, il grembiule in pura seta ,scarpa scollata e orlata di velluto con una giacca nera corta anch’essa orlata in velluto non viene portato lo scialle sempre per la ragione borghese del luogo.

 E molto importante sia per la donna che per l’uomo la possibilità di portare il costume senza la giacca come da antica usanza dal corpus domini fino alla nascita di maria (8settembre).

 

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