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STORIA DELLA BANDA CIVICA DI BORGO VALSUGANA

 

 

VIDEO REALIZZATO DA LINO GUAZZO

E PRESENTATO NELLA SERATA DI INAUGURAZIONE DEI NUOVI COSTUMI

 

La storia della Banda Civica di Borgo Valsugana risale all’inizio dell’ottocento. La Guardia civica istituita per “conservare quiete ed ordine”, affiancata da un piccolo gruppo di musici, costituiva il primo nucleo della futura Banda.

Tale nucleo, come altri formatisi in quel periodo in tutta Europa ispirandosi ai modelli francesi, veniva comunemente chiamato “musica turca” poiché la presenza degli strumenti a fiato e a percussione imitava le formazioni musicali dei “giannizzeri” (soldati turchi). Così anche Borgo ebbe la sua Banda dal nome esotico.

Don Armando Costa, nella sua preziosa opera “Ausugum”, parla della Banda cittadina presente “all’esercizio a fuoco tenuto dalla Guardia civica sulla palude alla presenza del Conte Malfatti di Trento (10 maggio 1808)”, e di un altro intervento compiuto dallo stesso complesso in occasione dell’innalzamento in aria di un pallone aerostatico sulla palude di Borgo (10 luglio 1810).

Nella sua denominazione di complesso musicale, più simile all’attuale, si ha notizia di una messa cantata, in occasione dei festeggiamenti organizzati per il sodalizio dell’Imperatrice, nel febbraio del 1813 durante la quale interviene la formazione musicale riconducibile al concetto odierno di banda; è questo l’anno al quale si attribuisce la nascita del nostro complesso.

La banda nel 1845 prende parte alle celebrazioni per il centenario del Concilio di Trento e nel 1852 accompagna suonando il Luogotenente del territorio tirolese arrivato in visita nel nostro distretto.

Borgo però vivrà un momento tragico a causa del grave incendio scoppiato nel 1862, che distruggerà gran parte del paese. Anche la storia della banda si arresterà davanti alle fiamme e riprenderà a riorganizzarsi nel 1870. Nello stesso anno il municipio firma il primo statuto, si fa carico del maestro, Damiano Cofler, per i primi quattro anni e assegna alla banda un contributo per le spese sociali. Le norme dello statuto saranno poi ritoccate e approvate nel testo definitivo dal Consigliere Aulico, il 22 dicembre 1881.

Siamo agli inizi del '900, pare nel 1903, quando in un concorso la banda si aggiudica il primo premio, con grande soddisfazione del presidente Carlo de Bellat.

Si arriva al 1911, quando si costituisce la "Banda Sociale di Borgo", vengono eletti il primo presidente, Giovanni Regensburger, e i quattro deputati (Giuseppe Bosisio, Ermete Fezzi, Emilio Regensburger, Mentore Fezzi).

Un periodo d’intensa attività sarà il decennio dal 1920 al 1930, sotto la direzione di Ferruccio Rigo; poi, un po' alla volta, si va scivolando verso la crisi provocata dagli eventi bellici, che soffoca gli entusiasmi di un complesso cresciuto in un clima musicale di grande prestigio, all'insegna di ritmi riecheggianti atmosfere asburgiche.

La ricostruzione del dopoguerra è firmata dai superstiti della vecchia formazione e dalla bacchetta di Ettore Galvan, al quale subentreranno Emilio Cella e Germano Michelon, un portalettere che studia violoncello a Trento.

Michelon ha però bisogno di un certo tempo per prendere confidenza con le partiture e pertanto chiede a Carlo Cima di sostenerlo per i primi tre mesi guidando le prove. Carlo Cima aveva trascorso molte giornate nella sede al primo piano della caserma dei pompieri a copiare intere sinfonie per tutti gli strumenti.

Purtroppo c'è sempre da risolvere il problema finanziario ed è Ettore Galvan il 21 giugno 1954 che, insieme ad altri undici amici di un comitato organizzatore, durante una riunione spiega che la Banda può proseguire la sua attività purché il Comune intervenga finanziariamente; i risultati però non saranno positivi come si era sperato, visto che sette anni dopo, nel giugno 1961, viene sancita la fine dell'attività per una serie di motivi, primo fra tutti quello economico.

A Telve, viceversa, rinasce ciò che a Borgo muore. Con l'immissione di elementi provenienti dalla Banda di Borgo, la formazione di Telve si rafforza notevolmente sotto la direzione di Pietro Campestrin. Siamo già negli anni Settanta.

Le prove si fanno a Telve, ma un po' alla volta l'entusiasmo cala. A Borgo l'idea di riappropriarsi dell'antica paternità si fa sempre più viva. Così la Banda assume una dimensione comprensoriale, diventando così "Banda della Bassa Valsugana" e ricordandosi del vecchio maestro si costituisce come "Corpo musicale Ferruccio Rigo".

Gli anni successivi sono all'insegna di un'intensa attività. Si suona a Schwaz in Austria, a Stivor in Yugoslavia, per gli eredi degli emigrati valsuganotti di un secolo prima. Nel 1980 la sede ritorna a Borgo.

Nel 1986 la Banda si fa affiancare da un corpo di majorette che daranno nuovo vigore ed entusiasmo al sodalizio sotto la guida del responsabile tecnico Mirco Prati.

Nel 1993 assume il nome di "Banda Civica di Borgo Valsugana – Ferruccio Rigo" sotto la direzione del maestro Bruno Wolf e del presidenteGiorgio Zottele.

Questo nuovo sodalizio raccoglie l'eredità ideale di tutte le formazioni musicali che operarono nei principali centri di fondovalle della Bassa Valsugana, a partire dagli inizi del secolo fino agli anni Sessanta. Preziosi per il futuro si sono rivelati il forte ringiovanimento dell'organico (la metà dei suonatori è aldi sotto dei 29 anni), pur con la presenza preziosa di adulti e “vecchie leve”, la formazione di una banda giovanile, la grande armonia all'interno del complesso, la dedizione dei bandisti, il grande successo dei corsi allievi (più di 40 nuove iscrizioni), l'interessamento dei genitori e la concreta vicinanza dell'amministrazione comunale e della comunità di Borgo Valsugana.

Oggi la Banda Civica di Borgo Valsugana annovera tra le sue file 45 elementi diretti sapientemente dal 2003 dal maestro Alessio Tasin e dal presidente Walter Simoni.

La Banda Civica di Borgo Valsugana si mostra oggi con il nuovo “costume” storico tradizionale, inaugurato il 28 agosto 2011 alla presenza delle maggiori autorità locali e provinciali. I nuovi costumi portano la firma del prof. Helmut Rizzolli, storico di fama internazionale, che li ha consegnati ai singoli bandisti dopo un’accurata e precisa ricerca storica del nostro territorio; questi, infatti, si configurano come il vestito della signoria locale antecedente al 1848.

L’opulenza dei tessuti con i quali vestivano un tempo, i nostri ricchi abitanti di Borgo, stride con gli eventi storici-economici della seconda metà dell’ottocento, che ci hanno visto migrare in cerca di “pane” quotidiano.

Non dimentichiamo che il 28 agosto 2011, la Banda ha presentato i nuovi costumi storici, frutto delle ricerche del prof. Helmut Rizzolli e del sig. Carlo Guazzo. Questo costume e la sua presentazione sono stati ampiamente apprezzati non solo a livello locale, ma soprattutto a livello provinciale, ricevendo i vivi complimenti dell’assessore dott. Franco Panizza in persona.

Il prof. Rizzolli ha eseguito una ricerca storica che va a scovare le nostre origini borghesi precedenti addirittura al 1848. Giuseppe Andrea Montebello scrive nel 1793 nella sua storia della Valsugana di Borgo: “Il luogo è grande, competentemente mercantile perché a lui fanno capo molti villaggi, onde c’è un buon numero di artigiani ... e l’antico nome di Borgo indicava una speziae di capitale e, per la sua maggior popolazione, da preferirsi a tutti gli altri della Valsugana”. Prosegue il Montebello: “la campagna viene in gran parte lavorata da forestieri, che qua più che negli altri vicini luoghi al tempo del lavoro vengono a turme”. In questo senso si esprime anche Beda Weber nel 1838 “das land Tirol”:

“per l’agricoltura mancano persone del luogo perché sono tutte impegnate nella sericoltura che occupa solo a Borgo 340 persone. Borgo produce più di 3/4 della seta della Valsugana, perciò a Borgo arrivano tanti manovali dalle montagne.

Il dialetto dei Borghesani è differente da quello di Trento ed è per i forestieri più facile da capire perchè più corretto”.

Anche l’articolo comparso sul Dolomiten elogia il costume tradizionale della Banda di Borgo, vetrina e biglietto da visita per l’interno Trentino che noi vestiamo con fierezza ed orgoglio.

I benefici di tutto ciò sono sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo che la Banda è un’associazione che comprende diverse classi e ragioni sociali, da giovani studenti, ad universitari, a professionisti e persone adulte già da tempo inserite nel mondo del lavoro, a pensionati. La Banda è viva, all’interno di essa i giovani provenienti da tutti i comuni limitrofi creano la linfa vitale che si aggiunge all’esperienza dei suonatori veterani; al suo interno troviamo famiglie intere, allievi giovanissimi e nonni degli stessi. La nostra è una dimensione verticale che accoglie sia i giovani che i meno. La proposta formativa della Banda si connota come percorso di vita, che aiuta a rafforzare i caratteri e insegna a gestire le relazioni interpersonali non solo tra coetanei della stessa età.

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